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venerdì 1 maggio 2009

"Lo sbarco fu a Marsala, che c'entra Trapani?"

E' il titolo di un articolo pubblicato giovedi 30 aprile nell'edizione di Trapani de "La Sicilia" riguardo alla polemica sulle celebrazioni per il "150° anniversario dello sbarco dei Mille" da celebrare nel maggio 2010.
Nell'interrogazione al Presidente Turano fatta dai consiglieri provinciali Edoardo ALESSI e Ignazio PASSALACQUA con lectio facilior spiegano che "è storicamente provato che la spedizione dei Mille partì da Quarto con meta Marsala, luogo dell'effettivo sbarco" e come la "spedizione di Garibaldi" rappresenti "una delle pagine più importanti del Risorgimento Italiano e della Storia del nostro Paese perchè emblema e punto di partenza dell'Unità d'Italia".
Dopo questo lemma, viene sottolineato il fatto che la Provincia ha stipulato un accordo contrattuale con la società inglese "Tall Schips International Limited" per ospitare una manifestazione velica denominata "The Garibaldi Tall Schips Regata 2010". L'evento consisterà in una competizione velica, che avrà luogo tra Genova e Trapani.
Viene inoltre puntualizzato che per tale evento l'amministrazione provinciale "ha stanziato in bilancio la cospicua somma di 400.000 euro".
I due "improvvidi professori di storia" si spingono perfino sul difficile terreno del revisionismo storico, paventando "una riscrittura fantasiosa della Storia Risorgimentale e un affronto alla città di Marsala che nel 1860 accolse l'eroe dei Due Mondi, il quale, da lì cominciò la spedizione che si concluse con l'Unità d'Italia".
Conclusa la svenevole lezioncina, Alagna e Passalacqua chiedono "quanto il Presidente della Provincia intende relazionare sulla presunta manifestazione velica del 2010, quali iniziative intende intraprendere per la realizzazione di tale evento e quali sono le ulteriori iniziative che si intende intraprendere per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia".
L'articolo si chiude con le rassicurazioni in aula del Presidente Turano, in cui spiega che Trapani ha un porto idoneo all'attracco di importanti velieri e che Marsala sarà assoluta protagonista di tutte le manifestazioni.

Noi Indipendentisti Trapanesi du "Frunti Naziunali Sicilianu - Sicilia
Indipinnenti" (Fronte Nazionale Siciliano - Sicilia Indipendente) non intendiamo soffermarci, in questa sede, sui fatti storici realmente accaduti ma invitiamo, con l'umiltà e l'onestà intellettuale che possiamo, tutti i membri del Consiglio Provinciale compreso il Presidente ad approfondire questo delicatissimo capitolo della nostra storia che ha visto i siciliani "protagonisti in salita" di un dificile percorso di oppressione lungo 150 anni che storici e studiosi anche internazionali, accreditati presso le più prestigiose Universita' del Mondo, scrivono e riconoscono in interessanti e recenti pubblicazioni.
Con questo nulla intendiamo togliere alle gloriose e prestigiose città di Marsala e Trapani, che hanno versato il loro contributo alla "Causa Siciliana" e meritano certo le più eccellenti luci della ribalta internazionale ma, di sicuro, non auspichiamo che debbano essere declassate con manifestazioni di quart'ordine che per di più nulla hanno a che vedere con la veridicità dei fatti storici, per cui del tutto inopportune anche sul piano simbolico.
Attenzione, quindi, alle mistificazioni storiche tanto tossiche quanto i festeggiamenti per la celebrazione di "finte rivoluzioni fatte da finti eroi".
La verità storica è imprescindibile dall'evoluzione sociale e di pensiero di un popolo che vuole essere libero perchè nato libero.
Riteniamo che in leziosi e stucchevoli minuetti di questo tipo e nel cinico buonismo o anche nella buona fede di una certa politica "low cost", si annida spesso il tarlo di una perversa sub-cultura priva di memoria storica e di progettualità politica dagli effetti devastanti non solo per noi siciliani di oggi ma soprattutto per le generazioni future a cui si rischia di trasmettere il "virus geneticamente modificabile" di una schiavitù culturale e intellettuale che potrebbe irretirle per chissà quanti anni a venire.
Per questo è un preciso dovere di noi tutti, a prescindere dal ruolo sociale che ci compete o interpretiamo, restituire la verità storica al Popolo Siciliano che deve attrezzarsi per costruire un consapevole percorso di libertà e indipendenza, finalmente libero dall'ingannevole retorica risorgimentale, tirata a lucido, in occasione delle grandi ricorrenze e degli anniversari.
Esprimiamo infine il nostro biasimo per il collaborazionismo strisciante della classe politica, da qualunque parte provenga, che tradendo la verità dei fatti storici tradisce il prprio popolo, la propria storia, la propria dignità.

In occasione della festività del 1° Maggio auguri sinceri a tutte le lavoratrici e i lavoratori con l'auspicio di un futuro prospero e pieno di ogni bene.

venerdì 24 aprile 2009

Un "esercito" di pignorati...

...è il titolo di un articolo apparso nell'edizione di Trapani de "La Sicilia" martedi 17 febbraio 2009.
Passato apparentemente inosservato, contiene in sè un malessere economico-sociale che sconsiglieremmo di sottovalutare.
Descrive, infatti, l'incontro di protesta cui ha partecipato una moltitudine di ipotecati riunitisi presso l'ex stabilimento vinicolo Amodeo nel marsalese, organizzato dall'Associazione "Nuova Tutela".
Allo slogan "Abolire la Serit Sicilia spa" i convenuti hanno accompagnato una petizione popolare contro la società per la riscossione dei tributi da indirizzare al Ministero dell'Economia e delle Finanze per sollecitarlo ad intervenire su un problema che assume ogni giorno dimensioni rilevanti ed alimenta un malcontento popolare ormai generalizzato.
Angelo Di Girolamo, esponente di Nuova Tutela, sostiene che "per una cartella di poche migliaia di euro ci si trova ad avere ipotecati beni di gran lunga superiore al dovuto. Talvolta addirittura la casa". Secondo Di Girolamo una multa notificata direttamente presso l'albo pretorio del comune porta chi deve pagare, ma non sa di doverlo fare, ad avere un bene ipotecato. Con il passare degli anni prima che l'interessato se ne renda conto, il debito aumenta con incrementi sproporzionati alla cifra iniziale, si parla dell'ordine di dieci volte superiore.
Sempre nello stesso articolo viene sollevato anche il problema di centinaia di agricoltori e, si potrebbe aggiungere operatori di altri settori da quello artigianale a quello turistico, da quello del commercio a quello della pesca, da quello manifatturiero a quello estrattivo, visto la difficoltà economica che ha investito recentemente tutti i settori produttivi, che non riescono a provvedere ai versamenti previdenziali obbligatori, si ritrovano con l'ipoteca su case, capannoni, terreni, macchinari, trattori, attrezzature da lavoro etc. Per non parlare delle nuove, efficienti e rapide modalità di vendita on line degli immobili ipotecati che, snelliscono ulteriormente procedure e tempi tecnici, con un effetto sorpresa sui malcapitati che nessuno di noi vorrebbe avere ma che può riuscire a immagginare.
L'articolo si conclude con una magra soddisfazione nel considerare l'assenza dei politici invitati.

Noi Indipendentisti Trapanesi du "Frunti Naziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti" (Fronte Nazionale Siciliano - Sicilia Indipendente) non intendiamo dare enfasi a questa curiosa quanto singolare iniziativa del marsalese ma possiamo dire che ci offre lo spunto per alcune riflessioni.

Lo Stato Italia con un Decreto Legge del Governo Prodi convertito poi in Legge ha stroncato la sentenza della Corte Costituzionale - girando o per meglio dire vendendo sul modello dei "subprime" americani i debiti degli italiani alla Gerit ora Equitalia e i debiti dei siciliani a Serit Sicilia spa - in cui era previsto per i debiti pregressi di andare al concordato partendo dal debito iniziale, giusta sentenza per evitare lo "strozzinaggio di stato".

L'attuale Ministro dell'Economia e delle Finanze Prof. Giulio Tremonti, formidabile demiurgo nell'organizzazione dell'Agenzia delle Entrate, acuto ideatore del DURC (documento unico di regolarità contributiva), fantomatico autore di quella diabolica invenzione delle "ganasce fiscali", è partito invocando la "Robin Hood Tax" che avrebbe dovuto togliere ai grandi dell'economia per dare ai piccoli e in meno di un anno ha invertito la rotta approdando ai "Tremonti Bond" (aiuti di stato immediati ai grandi gruppi finanziari in difficoltà).

Detto questo, è una esagerazione affermare che vasti settori della società siciliana fatta di agricoltori, artigiani, piccoli e medi imprenditori, commercianti, impiegati, precari all'inizio del XXI° secolo è ancora segnata da ingiustizie profonde, dall'arbitrio e dall'oppressione del ceto politico?

E' una esagerazione dire che il prelievo di imposte e balzelli fiscali - spesso illeggittimi - è lo strumento di un'estorsione sistematica da parte della nomenclatura a danno dei più piccoli e soprattutto a danno dell'economia siciliana, di quella forza sana che vive del proprio lavoro, fatta di piccole realtà a conduzione familiare che vengono sottoposte ad un reggime vessatorio cui nessuno sembra avere la benchè minima intenzione di porre rimedio?

E' una esagerazione constatare che l'asservimento della classe politica siciliana è ormai tale da soffocare nella cinica indifferenza il grido di aiuto del proprio popolo?

In quanto siciliani ci chiediamo mai in che razza di situazione viviamo?
Se possiamo fare qualcosa per uscire la testa fuori dal guinzaglio della menzogna camuffato da un ipocrita senso del dovere cui nessuno è giusto che si sottragga fino a quando non viene toccato nel proprio interesse personale?
Quanto tempo e quanti sopprusi dobbiamo ancora sopportare prima del lucido risveglio.
E' proprio vero, tutti siamo buoni finchè qualcosa non ci tocca!